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Alla mia Terra

Alla mia Terra

Terra umiliata, ma laudata da un sole eterno
al soggiacer d’un passo, ora infuocata!
Non umiliarti, se io ti calpesto.

Tu forse non dirigi il mio cammino?!…
lo ti calpesto e vivo vagando or per valli,
or per laghi, ora tra selve e stormi, in un concerto,
ora tra campi e fiamme, ora tra spine!

Arsa tu sei e avara; sì vegeta,
gentile, ma disprezzata e ignara!…
Oh, Patria mia!… che tanto t’amo o terra!…
Oh, s’io, dall’arse zolle ignare, sì disprezzate e incerte,
potessi eterna coltre per me fare,
pel tanto amore che, forse si perde!…

O sponde!…
L’amor vostro mi commuove
tant’è che additan al sogno più innocente di un piccino che,
è sorridente, già stretto al grembo e al cuore!…

O sponde che l’amor fate sognare;
l’acqua salata non raggiunge in riva!…
O Voi, che nei cuor fate vibrare gli archi dei violini; a laudare!…

Terra mia antica: ospitale e buona!…
Chi sa l’altrui sapore,
or d’altre zolle ricche e spumeggianti:
non sa che il vello è, nel tuo sudore!…

Ma chi potrà parlare senza inchino di Te
o terra mia d’amarezze: Solo i piccini sognan
le dolcezze d’un grembo e un cuore!…

Essi berranno l’acqua del pudore (che mai noi più berremo)
pur se viole dessero la linfa lor per dissetare!…
Quando fossi da te, pur schiaffeggiato
e idolatrato dal severo incanto,
o Terra mia, o pria da te inghiottito,
dalla lussuria ch’io t’amassi tanto:

Benedirei quantunque te, sorella; sposa; madre e figlia:
gemella dei costumi a me offerti di chi mi partorì e a te mi diede!…

 

Tratto da: Fior di Valle di Carmine Balzamà
Regione Letteraria – 1969

Articolo curato da:

Rocco Balzama

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