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La Festa in onore di San Rocco

La Festa in onore di San Rocco
« Dire di san Rocco a Palmi è come parlare dell’aria, della luce, dell’acqua. Egli è il santo di tutti, è il compatrono della città, è l’avvocato nei bisogni; non c’è famiglia in cui la sua immagine non sia venerata, in patria e fuori; il suo nome riscuote devozione, rispetto e timore. »
(Domenico Ferraro)

La festa in onore di san Rocco è un evento religioso e civile che si svolge annualmente a Palmi il 16 agosto. 

È l’evento annuale più importante della città ed uno dei più importanti della Calabria. La festa richiama migliaia di fedeli da tutti i centri vicini della città metropolitana di Reggio Calabria, e fa registrare il ritorno in città di numerosi emigrati. Inoltre l’evento è elencato dall’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia di Roma tra le feste principali d’Italia, ed è rinomato anche per il «corteo degli Spinati». Il corteo negli anni ha ricevuto l’attenzione di emittenti televisive e quotidiani nazionali come Rai Uno, Rete 4, TV2000 e La Stampa, che hanno pubblicato documentari o articoli sulla festa. Nel 2010 le Poste Italiane hanno celebrato l’evento con un annullo filatelico speciale.

San Rocco è riconosciuto attualmente quale compatrono e protettore della città di Palmi.

La statua di san Rocco in piazza I Maggio con le statue della Madonna del Carmine e del Crocifisso, il 17 novembre 1894 a seguito del terremoto.

La storia del culto cittadino verso san Rocco, e quindi della festa, si presume che risalga, quanto meno, alla fine del XVI secolo poiché è testimoniata, nella visita pastorale ex limina del vescovo della diocesi di Mileto Marcantonio Del Tufo nell’ottobre 1586, l’esistenza in città di una chiesa di san Rocco.La descrizione del luogo di culto fu la seguente:

« Die xxv mensis ottobris 1586. Continuando la sua visitazione visitò la chiesa di san Rocco di Palme, nella quale sorgeva. L’altare maggiore, il quale non era consacrato, ma adornato di tre tovaglie e candelieri e arredi altare di seta gialla e sopra un quadro di tela con l’immagine pinto ad oglio di S. Rocco con la cornice adorata »

Il vescovo rilevò anche la presenza di una congrega a lui dedicata. Pertanto è facile supporre che la confraternita, già in quel periodo, si adoperasse per divulgare il culto di san Rocco che era stato introdotto in città in precedenza, probabilmente a seguito di un evento catastrofico quale un sisma o lo scoppio di un’epidemia di peste o di colera.

Del 12 maggio 1623 è un breve apostolico di Papa Gregorio XV relativo agli altari privilegiati, in cui è detto che in Palmi la chiesa di san Rocco veniva regolarmente officiata da cinque sacerdoti.[11]

L’antica chiesa di san Rocco, danneggiata dal terremoto del 1908, con accanto l’oratorio dell’Immacolata

Nel 1656, la devozione verso san Rocco ebbe un forte impulso, perché proprio a lui si rivolsero i palmesi durante l’epidemia di peste di quell’anno, che colpì duramente tutta la Calabria.

Il 18 novembre 1777 venne fondata invece l’attuale Venerabile congrega di Maria Santissima Immacolata e del glorioso San Rocco, a seguito del regio assenso da parte del sovrano Ferdinando IV di Napoli.[26] La nuova congrega, che univa i due culti divisi in precedenza, aveva il compito, tra gli altri, di celebrare le festività dei due santi titolari.

Nel settembre 1837 in città si propagò il colera, portando in pochi giorni alla morte 325 persone su una popolazione di circa 8.700 abitanti. Quando la malattia cessò di provocare morti, i palmesi ritennero che questo fosse dovuto ad un miracolo operato da san Rocco e, come ringraziamento, portarono la statua del santo in processione per le vie della città.

A metà del XIX secolo, viene confermata al 16 agosto l’esistenza di una festività a Palmi dedicata appunto a san Rocco, nella chiesa a lui dedicata, quale «secondo protettore della città».

L’importanza della devozione palmese verso san Rocco viene attestata anche nella ricorrenza del primo centenario del terremoto del 1783 quando, all’interno dei festeggiamenti, fu portata la statua del santo in processione assieme a quella di san Nicola, dalla chiesa madre fino alla piazza Vittorio Emanuele.

Un ulteriore uscita “straordinaria” della statua del santo si ebbe all’alba del 17 novembre 1894, giorno seguente il terremoto del 1894 ed il miracolo della Madonna del Carmine, quando l’icona venne spostata nella piazza principale assieme alle altre statue venerate in città.

La chiesa attuale che unisce i due culti dell’Immacolata e di san Rocco.

Il terremoto del 1908 recò gravi danni alla chiesa di san Rocco, ed anche al contiguo oratorio dell’Immacolata Concezione.[32] Pertanto la statua di san Rocco fu collocata in una cappella in legno e lamiere che, sconsacrata, tuttora esiste nella stessa piazza mentre fu ricostruita in muratura e legname nel luogo primitivo la chiesa dell’Immacolata, dov’era quella di San Rocco.

La Fonte di San Rocco, inaugurata nel 2010.

Nel secondo dopoguerra le due icone, venerate come detto fin dal 1777 da un’unica congrega, vennero collocate in un’unica nuova chiesa intitolata ad entrambi, realizzata da mons. Giovanni Ammendolia rettore e padre spirituale della confraternita. Nei decenni seguenti la chiesa venne arricchita di altre due immagini di san Rocco, consistenti in due grandi pitture di quadri ad olio, raffiguranti episodi della vita del santo, opere di Maurizio Carnevali.

In occasione della festa del 2010, nella piazza antistante la chiesa è stata inaugurata una fontana monumentale, detta Fonte di San Rocco, anch’essa opera dell’artista Maurizio Carnevali su progetto dell’architetto Carmelo Bagalà, che riproduce una scultura bronzea di san Rocco adagiato, con il cagnolino, nell’atto di abbeverarsi. Il monumento è stato realizzato grazie al contributo economico della popolazione ed all’opera gratuita di maestranze locali.

Durante la processione del 2016, in concomitanza con il Giubileo straordinario della misericordia, la statua di san Rocco è stata fatta entrare dentro il duomo cittadino, per l’occasione «chiesa giubilare».

Canto a San Rocco

(Dialetto palmese)« A li pedi di Santu Rroccu,
e nu bellu cagnolu nci stà,
Santu Rroccu di la Francia,
Fatindilla la carità. »
(IT)« Ai piedi di San Rocco,
vi è un bel cagnolino,
San Rocco dalla Francia,
Fateci la carità. »
(Prima strofa di un antico canto popolare palmese che descrive la statua in ogni sua parte.)

La mattina dal 16 Agosto

All’alba del 16 agosto il priore della congrega procede alla vestizione della statua del santo con i paramenti pregiati che fanno parte del «tesoro di san Rocco».

Mentre all’interno della chiesa vengono svolte le celebrazioni religiose, per le vie della città due bande musicali “allietano” la popolazione suonando brani di repertorio. Nello scorso secolo, fuori la sede della congrega, veniva esposto un pannello sul quale erano affissi i soldi pervenuti dagli emigrati palmesi in Australia, America e Canada che contribuivano con le loro offerte alla realizzazione della festa.

La processione

Alle ore 18.00 in punto del 16 agosto  inizia l’evento principale di tutta la festa, che è la tradizionale processione della statua di san Rocco per le vie cittadine. Per l’occasione la vara in legno sopra la quale è collocata la statua, viene addobbata di fiori e le vengono inserite alla base due stanghe in legno di sei metri ciascuna rivestite di cuscini, che servono a poter alzare e trasportare a spalla il fercolo. Il compito del trasporto a spalla per le vie cittadine della vara di san Rocco spetta a ventiquattro portatori chiamati in gergo locale «’mbuttaturi».

Articolo curato da:

Rocco Balzama

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