Ultime News

Le antiche chiese di Palmi

Le antiche chiese di Palmi

Prima che il terribile terremoto del 5 febbraio 1783 distruggesse la nostra Città portando alla morte centinaia di persone, oltre alle attuali chiese esistevano altri edifici di culto che si conoscono dai toponimi del luogo dove sorgevano, dai protocolli dei Notai e dagli scritti di qualche storico. Si apprende così che una volta c’era la chiesa di San Sebastiano, di San Filippo Neri, dello Spirito Santo, del Purgatorio, di Santa Maria dell’Uccellatore, del Rosario e di San Giorgio.

Quella del Rosario che si trovava all’incrocio di via Rimembranze con via Gramsci della quale esiste una foto, fu danneggiata dal terremoto del 1894 e poi distrutta in quello del 1908. La chiesa di S.Maria dell’Uccellatore si trovava vicino al Cimitero ed era in attività nel 1740 come testimonia Silverius Napoli di Placido da Palme il quale scrive che officiavano la S.Messa D.Placido di Fiore e D.Antonino Fontanarosa.

Dal manoscritto “Memorie Storiche sulla Città e Territorio di Palme 1850-1858” di Domenico Guardata, il Notaro Apostolico Don Domenico Collura così elenca le chiese filiali della chiesa Madre e delle due parrocchie: “Dentro la stessa città vi sono le seguenti chiese, cioè la chiesa di S.Rocco, la chiesa di S.Filippo, la chiesa del Purgatorio, la chiesa del Carmine. Fuori la città vi sono le seguenti chiese, cioè la chiesa di S.Fan­tino, la chiesa di S.Leonardo, la chiesa di S.Maria, la chiesa dello Spiri­to Santo, la chiesa di S.Giorgio, e la chiesa di S.Elia…nella parrocchia del Soccorso non ve ne sono. Nella parrocchia del Rosario ve ne sta una sola di S.Sebastiano. E nell’ambito della parrocchiale del Soccorso vi è un Convento dè P.P. Riformati”.

Dopo il “Flagello” del 1783 furono ricostruite poche chiese in quanto la “Cassa Sacra”, una legge che sopprimeva i luoghi di culto e incamerava i loro beni per ricostruire le città distrutte dal sisma, prevedeva la riedificazione delle Parrocchie e chiese che avevano almeno 12 religiosi. Così fu riedificata la Matrice che sorgeva nella piazza Amendola e poi abbattuta dopo il terremoto del 1908, le due Parrocchie del Soccorso e del Rosario e le chiese di San Rocco e del Carmine, mentre le altre vennero demolite per creare nel loro sito strade e piazze secondo il progetto dell’arch. Giovambattista De Cousiron. Della chiesa di S.Leonardo è rimasta la denominazione e un’edicola votiva, mentre le chiese di San Fantino e di Sant’Elia riemersero dalle macerie e aperti al culto dopo decenni. Nel luogo dove sorgeva quella dello Spirito Santo si conosce solo il nome e forse sui suoi ruderi fu costruito nell’800 l’ospedale cittadino, mentre non è stato possibile conoscere l’esatta ubicazione delle due chiese di San Sebastiano e di San Filippo Neri.

Le ricerche per rinvenire qualche testimonianza della chiesa di San Giorgio hanno dato sempre esiti negativi perché venivano circoscritte intorno all’omonima via ignorando che il nome si estendeva fino alla località “Rilievo”. Infatti, la denominazione di “Rilievo” è emersa da alcuni atti che ho rinvenuto nei registri comunali, dai quali si apprende che verso la metà dell’800 i Decurioni di Palmi, visto che la diligenza della posta durante l’inverno aveva difficoltà a transitare nella via del Prato (via Buozzi), decisero di spostare la stazione postale nella strada che conduceva a Reggio Calabria. Fu così scelto il luogo dove la strada S.Giorgio si immetteva nella “Strada Regia” che oltre ad essere più vicino alla Città, consentiva anche a Seminara di “rilevare” la posta. Intorno alla stazione sorse un nucleo abitato con la “Locanda del Rilievo” situata difronte a un imponente manufatto in muratura restaurato di recente, che ha tutte le caratteristiche per poter pensare che si tratta della facciata dell’antica chiesa di San Giorgio.

La sua esistenza risulta in un decreto emanato nel 1085 da Ruggero il Normanno col quale il Re aggrega le chiese di S.Michele de Bitica e S.Giorgio de Palmis a quella di S.Maria e dei 12 Apostoli di Bagnara da lui stesso eretta. La chiesa di San Michele (Sammiceli) in Vitica, anch’essa scomparsa, è citata in precedenza da San Bartolomeo che scrivendo la vita di San Nilo riferisce che “non lontano dal monastero (di S.Mercurio, poi di San Fantino Abate) nell’alto di una rupe vi era una grotta con un altare dedicato a San Michele Arcangelo”.

Il manufatto dopo il recente restauro è chiamato “Arco del Rilievo”

Il manufatto dopo il recente restauro è chiamato “Arco del Rilievo” per l’arco a tutto sesto che evidentemente doveva essere che il “Rosone” della chiesa. Se l’ipotesi si dovesse rivelare giusta l’imponente muratura sarebbe la più antica costruzione di Palmi.

Francesco Lovecchio

 

Articolo curato da:

Rocco Balzama

Ethical & Growth Hacker | Blogger | Developer | Graphic & Web Designer | Consulent IT | Copywriter | SEO Specialist | CEH Certified

Articoli correlati